Milan: Montella tira il fiato grazie a Suso e Romagnoli, Mirabelli lo conferma

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Il Milan e Montella benedicono la sosta per le Nazionali con il morale un po’ più alto di qualche giorno fa. Il successo di Sassuolo, quello 0-2 inflitto ai padroni di casa, permette al tecnico rossonero e ai suoi di guardare alla sfida contro il Napoli (sabato 18 novembre) con un minimo in più di ottimismo. I soliti ritornelli che si sentono di continuo intorno a Milanello (“Montella non mangia il panettone”, “pronto Gattuso” e “si pensa a Conte”) possono anche aspettare. Il recente passato del Diavolo ha ribadito che non sempre i risultati arrivano – specie contro squadre più attrezzate -, ma che in generale gruppo e dirigenza sono dalla parte di Montella. Insomma il progetto Milan, per quanti ostacoli stia incontrando, andrà avanti così.

Del resto un altro ritornello in voga, legittimo se vogliamo, riguarda il fatto che per trovare un’amalgama solida ci voglia tempo, specie quando cambi tanti giocatori in una sola volta. Il patron del Sassuolo, Squinzi, aveva gettato benzina sul fuoco dichiarando che il Milan non ha grandi giocatori; Mirabelli, d.s. rossonero, ha spiegato senza ribattere che la scelta societaria estiva non ha voluto contemplare l’innesto di soli due o tre Top player, preferendo un cambio più ampio fatto di buoni giocatori che in prospettiva possono diventare ottimi. I frutti, ha continuato Mirabelli, si sperava potessero arrivare con un po’ più di anticipo, ma c’è fiducia: arriveranno. Insomma, come sopra: Conte è una pura invenzione giornalistica, Gattuso sta bene in Primavera, Montella ha pieno appoggio.

Questa volta niente ultimatum, niente pressioni psicologiche: contro il Napoli si potrà anche perdere, ma la cosa fondamentale sarà mantenere e far crescere l’atteggiamento visto contro Roma, Inter (secondo tempo) e Juventus (primi 25 minuti). In tal senso la gara di Sassuolo ha fatto ben sperare da un lato e ancora preoccupare da un altro: il Milan ha sofferto psicologicamente dopo una sola occasione capitata ai neroverdi, sintomo che la classifica e i risultati a singhiozzo pesano sulle certezze scarse dei giocatori rossoneri. Tuttavia Bonucci e soci non hanno perso la testa, hanno tentato un pressing alto costante e fatto intravedere intensità e palleggio. Manca ancora l’appoggio di Chalanoglu, al momento troppo discontinuo; manca la costanza anche di Kessié, che pure ieri non ha fatto male, e la precisione sotto porta di Kalinic. Per fortuna di Montella ci sono stati Romagnoli e, soprattutto, Suso, il vero talismano del Diavolo: solito gol capolavoro a giro mancino che ha portato lo spagnolo a quota 5 centri in campionato e 4 assist in 11 presenze (considerando anche l’Europa League sono 18 gettoni, 6 gol e 6 assist).

Montella dunque si aggrappa al fantasista esterno iberico e alla statistica: il Milan detiene ancora il record di tiri verso lo specchio della porta in questo primo scorcio di Serie A. Conta poco visto il settimo posto, tuttavia è il segnale che qualcosa di costruttivo è stato fatto. E che potrà solo migliorare. Colmare il gap con chi sta davanti sarà complicato, anche perché il ritardo è già importante: Samp e Roma sono rispettivamente più in alto di 4 e 8 punti, in aggiunta devono recuperare lo scontro diretto. Stesso discorso per la Lazio quarta, che conserva un +9 sui rossoneri e dovrà giocare la gara rinviata ieri contro l’Udinese.


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