Mourinho sorride: primo atto allo United, Celta k.o. con Rashford
Di Emanuele SaccardoCelta Vigo – Manchester United 0-1 (0-0)
67′ Rashford
Il sogno del secondo Triplete in carriera, per Mourinho, prosegue. Certo, non sarebbe casomai lo stesso di quello ottenuto ai tempi dell’Inter, ma avere nel mirino il terzo obiettivo in una stagione di alti e bassi come questa, per molti versi di ricostruzione, non è cosa per tutti. Sicuramente lo è per il Manchester United che, ieri sera, ha sbancato lo stadio Bailados di Vigo mettendo una seria ipoteca sul passaggio alla finale di Stoccolma del 24 maggio prossimo.
Dunque dopo aver sollevato al cielo d’Inghilterra la Supercoppa e la Coppa di Lega, Mou tiene nel mirino l’Europa League, plausibilmente ultimo spiraglio – in caso di successo finale – per rimettere piede nel torneo che gli compete di più: la Champions League. Anche senza Ibrahimovic, nell’andata della semifinale giocata in casa del Celta i Red Devils si sono imposti per 1-0 grazie alla magia del baby gioiello Rashford (classe ’97), che nella ripresa ha risolto la pratica con un calcio di punizione magistrale: destro nell’angolino sul quale il pur bravo Sergio Alvarez non ha potuto nulla.
Risultato preziosissimo in vista del match di ritorno previsto per il giorno 11 a Old Trafford; punteggio che avrebbe potuto assumere dimensioni maggiori se nel primo tempo l’estremo difensore galiziano non avesse eretto un muro praticamente invalicabile. In tre occasioni lo United di Mourinho ha sbattuto contro Alvarez, due volte con Lingard e sul finire della frazione con Mkhitaryan.
I 30.000 tifosi di casa hanno provato a spingere la squadra di Berizzo, ma il freno a mano tirato dei primi 45′ è stato il chiaro sintomo dell’inesperienza di un gruppo tutt’altro che abituato a certi palcoscenici. Così i galiziani orfani di Pepito Rossi si sono dovuti arrendere sulla lunga distanza, sebbene fino all’ultimo si siano profusi in sforzi offensivi tuttavia poco lucidi. La lucidità è tutto, quel vecchio volpone di Mourinho lo sa bene. E lo sanno anche i suoi, che in mezzo al campo non hanno avuto mai problemi nella gestione delle due fasi grazie alla possanza fisica e al talento di Pogba e Fellaini, costringendo il Celta a cercare pericolosità solo sui lati.
Lo Special One, quindi, continua ad accarezzare l’idea di tornare a sollevare la vecchia Coppa Uefa dopo 14 anni: ci riuscì alla guida del Porto nel 2003, Club con il quale vinse poi l’anno successivo la sua prima Champions. Il sogno di ripetere le due imprese alla guida del Manchester è teoricamente possibile: al netto del cammino zoppicante in Premier, i Red Devils hanno talento e stanno crescendo, specialmente nell’impermeabilità difensiva (nelle ultime 7 gare europee, soltanto 3 le reti al passivo). La ‘quadra’ difensiva è il marchio di fabbrica del tecnico portoghese, almeno in campo internazionale. Ed è storicamente vero che chi sa difendere spesso arriva al successo.
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